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Intelligenza artificiale e lavoro: il DM 180/2025 tra certezza normativa e strategia di competitività

25/02/2026
Eleonora Lenzi
Greta Maiorana

Con il Decreto Ministeriale 17 dicembre 2025, n. 180, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato le Linee Guida per l’implementazione dell’intelligenza artificiale nei contesti lavorativi.

Formalmente qualificato come atto di indirizzo, il decreto assume in realtà una portata sistemica: completa l’intervento legislativo primario di cui alla Legge 132/2025 e consolida un quadro normativo organico, armonizzato con la disciplina internazionale ed europea, facendo espresso richiamo sia alle principali iniziative internazionali che hanno contribuito a definire una visione di riferimento sull’IA sia alle normative nazionali e europee che guidano l’applicazione dell’IA nel contesto lavorativo, in particolare il Reg. UE 1689/2024 (AI ACT), il Reg. UE 679/2016 (GDPR), la Legge 132/2025.

La Legge 132/2025

La Legge n. 132/2025 all’art. 11 “Disposizioni sull'uso dell'intelligenza artificiale in materia di lavoro” detta i principi per un utilizzo corretto dell’IA in ambito lavorativo, stabilendo che l’IA

è impiegata per migliorare le condizioni di lavoro, tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori, accrescere la qualità delle prestazioni lavorative e la produttività' delle persone in conformità al diritto dell'Union europea”.

Ancora ai sensi dell’art. 11, l'utilizzo dell’IA in ambito lavorativo deve essere sicuro, affidabile, trasparente e non può svolgersi in contrasto con la dignità umana né violare la riservatezza dei dati personali o porsi in contrasto con l’obbligo di garantire l'osservanza dei diritti inviolabili del lavoratore senza discriminazioni.

Se la Legge 132.2025 detta i principi, il DM 180/2025 ne sviluppa i contenuti in chiave operativa, stabilendo all’art. 2 che le Linee guida sono finalizzate a promuovere “l’adozione consapevole dell’IA nei contesti lavorativi, tutelando i diritti dei lavoratori, favorendo l’innovazione sostenibile e garantendo la conformità alle normative vigenti”.

Le Linee guida

Il MLPS articola le Linee guida in più sezioni con l’obiettivo di fornire alle imprese, in particolare alle PMI, un quadro di riferimento per comprendere le opportunità offerte dall’IA in termini di vantaggi per le aziende e per i lavoratori, sottolineando la necessità e l’opportunità che i lavoratori siano informati, protetti e coinvolti attivamente nella trasformazione digitale.

Il capitolo 7 detta i principi guida per un uso responsabile e sicuro dell’IA nel lavoro, chiarendo che il potenziale dell’IA deve essere sfruttato nel rispetto dei diritti dei lavoratori, delle normative vigenti e dei principi etici e facendo espresso richiamo alle norme europee quali l’AI ACT e di GDPR e alle norme nazionali quali lo Statuto dei lavoratori, il D.Lgs. 81/2008 in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro, il D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, il Dlgs. 24/2023 sul Whistleblowing, il D.Lgs. 38/2024 in materia di cybersecurity.

Un ruolo importante è riservato alla contrattazione collettiva, come strumento utile per accompagnare e normare un utilizzo etico dell’IA nel mondo del lavoro nel rispetto dei principi di:

  • Trasparenza e responsabilità
  • Equità e non discriminazione
  • Riduzione del divario digitale e inclusione
  • Sicurezza e tutela dei lavoratori

Il capitolo 3 è particolarmente interessante in quanto fornisce delle vere e proprie istruzioni operative e un metodo per un approccio consapevole e sistematico per l’introduzione dell’IA nei processi aziendali.

Il MLPS suggerisce una sorta di roadmap articolata in fasi

  1. Valutazione preliminare: analisi del contesto aziendale, degli obiettivi di business e della maturità digitale dell’organizzazione per capire se e come l’IA possa generare valore;
  2. Pianificazione strategica e governance: individuazione dei processi aziendali che possono trarre maggiore vantaggio dall’IA e assunzione di decisioni in merito alla governance, con la creazione dei soggetti responsabili e di team con ruoli di coordinamento strategico e operativo, di supervisione e controllo della conformità normativa e di integrazione con le politiche aziendali e gli altri sistemi di gestione adottati (gestione dei dati personali, cybersecurity, D.Lgs. 231/2001, Whistleblowing);
  3. Sperimentazione: test delle soluzioni di IA su scala ridotta e con il coinvolgimento attivo dei lavoratori al fine di raccoglierne i feedback, rilevare criticità e non conformità, portare avanti azioni di miglioramenti;
  4. Implementazione: passaggio dal test all’integrazione nei processi aziendali;
  5. Monitoraggio, risk management e miglioramento continuo: monitoraggio continuo dei rischi e dei risultati e piano di miglioramento continuo. Il monitoraggio non si limita agli aspetti tecnici e prestazionali ma deve includere anche una valutazione etica, di rispetto dei diritti dei lavoratori, di compliance normativa;
  6. Valorizzazione del capitale umano: percorsi strutturati di formazione, aggiornamento e riqualificazione per il capitale umano.

Le Linee Guida attribuiscono un ruolo centrale alla valorizzazione del capitale umano.

L’investimento in sistemi di IA deve essere accompagnato da un investimento parallelo sulle persone, al fine di garantire un utilizzo consapevole e responsabile delle tecnologie adottate e di rafforzare la stabilità organizzativa.

Il sistema degli incentivi

Il legislatore è conscio che l’adozione dell’IA nelle imprese rappresenta una sfida organizzativa ma anche economica; nel capitolo 6 delle Linee guida troviamo un elenco di incentivi messi a disposizione

  • Dal MLSP
  • Fondo nuove competenze, destinato a sostenere economicamente i percorsi di formazione e riqualificazione del personale
  • Finanziamenti per corsi di aggiornamento e riqualificazione
  • Fondi interprofessionali
  • Fondi per la transizione occupazionale
  • Programmi europei per l’IA
  • Incentivi di altri ministeri come il Piano transizione 5.0 che prevede crediti d’imposta per investimenti in beni materiali e immateriali interconnessi, inclusi i sistemi di IA, con aliquote rafforzate in presenza di interventi idonei a determinare una riduzione dei consumi energetici.

L’intelligenza artificiale come tecnologia abilitante

Con il DM 180 si coglie il superamento di una concezione meramente difensiva dell’intelligenza artificiale. L’IA viene espressamente configurata come strumento di supporto ai processi organizzativi e decisionali, idoneo a migliorare l’efficienza, ottimizzare l’allocazione delle risorse e incrementare la competitività del sistema produttivo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese.

Non si tratta di una tecnologia sostitutiva del lavoro umano, bensì di una tecnologia abilitante. L’automazione delle attività ripetitive, l’analisi avanzata dei dati e il supporto algoritmico alle decisioni incidono sui modelli organizzativi e sulla configurazione delle mansioni, determinando una progressiva riorganizzazione dei processi aziendali.

L’adozione dell’IA non coincide, pertanto, con un mero aggiornamento informatico, ma con una trasformazione strutturale dell’impresa, capace di incidere su tempi, costi, qualità e sostenibilità delle operazioni.

Per le imprese, la questione non riguarda più l’an dell’adozione, bensì il quomodo: integrare l’intelligenza artificiale nei modelli organizzativi in modo coerente, valorizzare le competenze interne e utilizzare in maniera consapevole le misure agevolative disponibili.

Rubrica "AI LEGAL, un prisma da comporre"

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