Riforma Gelli-Bianco:
Guida operativa per la Compliance delle Strutture Sanitarie

Raccolta di contributi di professionisti legali, assicurativi, medico-legali e clinici, per fornire alle strutture sanitarie, pubbliche e private, una guida pratica, concreta e interdisciplinare, capace di tradurre la norma in azione.

Vengono approfonditi profili normativi, errori ricorrenti, buone prassi e soluzioni operative per prevenire criticità e gestire correttamente il contenzioso.

Perché la differenza tra una struttura che subisce un procedimento e una struttura che lo governa non risiede soltanto nella qualità dell’atto medico, ma nella capacità di dimostrare, documentare e organizzare.

E anche la miglior medicina, senza adeguata protezione giuridica, oggi non basta più.

Consenso informato e intervento più invasivo: la prova spetta alla struttura sanitaria

La Corte di Cassazione torna sul tema del consenso informato e ribadisce un principio destinato a incidere concretamente sulla gestione del rischio clinico-legale delle strutture sanitarie: quando l’intervento eseguito è diverso e più invasivo rispetto a quello prospettato al paziente, non è quest’ultimo a dover dimostrare che avrebbe rifiutato l’operazione, ma è la struttura sanitaria a dover provare che il consenso sarebbe stato comunque prestato. Una distinzione che cambia il baricentro probatorio del contenzioso sanitario e impone una revisione attenta della modulistica e dei processi informativi.

Corte di Cass., Sez. III, 28/04/2026, ordinanza nr. 11608


La gestione contabile delle riserve: Aspetti fiscali, di bilancio e opportunità di investimento

Cosa deve fare concretamente una struttura sanitaria privata che gestisce il rischio in proprio, come deve farlo emergere nel bilancio, e — aspetto spesso trascurato — come può far fruttare finanziariamente le somme accantonate, trasformando un obbligo normativo in un’opportunità gestionale.

A cura di Avv. Gaspare Castelli e Dott. Luigi Recchioni


Assicurazione o autoassicurazione? Una scelta che non si improvvisa

La auto-ritenzione del rischio, comunemente chiamata autoassicurazione, è una facoltà che la legge riconosce esplicitamente alle strutture sanitarie, ma che impone obblighi precisi e comporta rischi specifici. Obiettivo di questo contributo è aiutare le strutture a capire quando può avere senso, quando no, e soprattutto come affrontarla con consapevolezza.

A cura di Avv. Gaspare Castelli e Dott. Luigi Recchioni


Polizze assicurative: Nuovi requisiti e controlli indispensabili

Questo articolo affronta un aspetto che molte strutture sanitarie private sottovalutano: la polizza assicurativa. Non è sufficiente averne una. La legge esige che quella polizza contenga garanzie precise, rispetti massimali minimi e sia strutturata in modo da funzionare davvero quando arriva il momento critico. Il D.M. 15 dicembre 2023, n. 232 ha finalmente fissato queste regole. Ignorarle è oggi un errore che può costare molto.

A cura di Avv. Gaspare Castelli e Dott. Piero Stancampiano


Dal sinistro al controllo: perché il risk management è il cuore del Comitato Valuatazione Sinistri

Quando arriva un sinistro, per una struttura sanitaria il problema non è solo difendersi: è capire come decidere bene, in tempi rapidi e con le competenze giuste. In questa diretta LinkedIN 
Gaspare Castelli incontra Piero Stancampiano per parlare di Comitato di Valutazione Sinistri e del ruolo concreto del risk management nella gestione del caso.

Comitato Valutazione Sinistri: istituzione, funzionamento e conseguenze della mancata adozione

Quarto contributo della rubrica “Riforma Gelli-Bianco: guida operativa per la compliance delle strutture sanitarie”.
Dopo aver esaminato la condotta, il nesso causale e il danno risarcibile nei precedenti contributi, questo articolo affronta il Comitato di Valutazione Sinistri (CVS): l’organo tecnico che il D.M. 15 dicembre 2023, n. 232 rende obbligatorio per tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private.
L’analisi muove dal quadro normativo e dalla questione interpretativa sull’ambito soggettivo, per poi illustrare — con approccio concreto — le conseguenze ​— giuridiche, assicurative, contabili e organizzative — della mancata istituzione. Il 31 marzo 2026 segna la scadenza dell’obbligo di adeguamento: da quella data, la non conformità è produttiva di effetti su ogni piano rilevante per la vita della struttura.


I danni risarcibili nella malpractice sanitaria: il terzo presupposto della responsabilità

Proseguendo il percorso della rubrica dedicata alla legge Gelli-Bianco e alla compliance delle strutture sanitarie, questo contributo affronta il danno risarcibile, terzo e ultimo presupposto della responsabilità sanitaria. Dopo aver analizzato la condotta e il nesso causale nei contributi precedenti, l’indagine esamina le diverse voci di danno e le loro implicazioni per la gestione del rischio clinico e la compliance organizzativa.


Comitato Valutazione Sinistri: come affrontare l’obbligo 2026

Entro marzo 2026 tutte le strutture sanitarie pubbliche e private dovranno istituire il Comitato Valutazione Sinistri (CVS), come previsto dal DM 232/2023 in attuazione dell’art. 10 della Legge n. 24/2017 (Gelli-Bianco). In questa diretta LinkedIN viene fatta chiarezza su che cosa serve davvero per istituire e rendere operativo un CVS efficace, evitando approcci meramente formali e soluzioni improvvisate.

Il sanitario che sbaglia è sempre responsabile? Il nesso causale come secondo presupposto della responsabilità

Il contributo affronta il tema del nesso causale quale snodo centrale della responsabilità sanitaria nella cornice delineata dalla legge n. 24/2017. Dopo aver esaminato, nel precedente intervento, il primo presupposto della responsabilità del sanitario, l’analisi si concentra ora sul rapporto di causalità tra condotta ed evento di danno, inteso non solo come requisito dogmatico dell’illecito, ma come elemento decisivo nella costruzione dei sistemi di gestione del rischio clinico e nella definizione degli assetti organizzativi delle strutture sanitarie.


Quando il sanitario sbaglia (e quando no)

Questo articolo è il secondo contributo della nostra rubrica “Riforma Gelli-Bianco: guida operativa per la compliance delle strutture sanitarie” ed è rivolto a tutti i professionisti sanitari che intendono comprendere quando, secondo la normativa civilistica, possono essere chiamati a rispondere dei danni cagionati al paziente. L’obiettivo è chiarire quando la prestazione sanitaria, pur avendo prodotto un esito negativo, non integra una responsabilità risarcitoria e quando, invece, espone il professionista a una condanna al risarcimento. La distinzione è tutt’altro che teorica, poiché incide direttamente sul modo in cui il sanitario deve organizzare, documentare e giustificare la propria attività.