Riforma Gelli-Bianco:
Guida operativa per la Compliance delle Strutture Sanitarie
Raccolta di contributi di professionisti legali, assicurativi, medico-legali e clinici, per fornire alle strutture sanitarie, pubbliche e private, una guida pratica, concreta e interdisciplinare, capace di tradurre la norma in azione.
Approfondiremo profili normativi, errori ricorrenti, buone prassi e soluzioni operative per prevenire criticità e gestire correttamente il contenzioso.
Perché la differenza tra una struttura che subisce un procedimento e una struttura che lo governa non risiede soltanto nella qualità dell’atto medico, ma nella capacità di dimostrare, documentare e organizzare.
E anche la miglior medicina, senza adeguata protezione giuridica, oggi non basta più.
Il sanitario che sbaglia è sempre responsabile? Il nesso causale come secondo presupposto della responsabilità
La Corte di cassazione è tornata di recente a pronunciarsi su una questione fondamentale per la risoluzione del nesso causale nelle cause di malpractice sanitaria: il c.d. criterio del “più probabile che no”. Il criterio sul quale si è pronunciata la Cassazione non è una novità in materia di responsabilità sanitaria, ma questa sentenza di legittimità ha avuto il merito di chiarirne i confini allo scopo di confermare la responsabilità del sanitario.
Cass. Civ., Sez. III, 26/09/2024, n. 25805
Quando il sanitario sbaglia (e quando no)
Questo articolo è il secondo contributo della nostra rubrica “Riforma Gelli-Bianco: guida operativa per la compliance delle strutture sanitarie” ed è rivolto a tutti i professionisti sanitari che intendono comprendere quando, secondo la normativa civilistica, possono essere chiamati a rispondere dei danni cagionati al paziente. L’obiettivo è chiarire quando la prestazione sanitaria, pur avendo prodotto un esito negativo, non integra una responsabilità risarcitoria e quando, invece, espone il professionista a una condanna al risarcimento. La distinzione è tutt’altro che teorica, poiché incide direttamente sul modo in cui il sanitario deve organizzare, documentare e giustificare la propria attività.
Riforma Gelli-Bianco e D.Lgs. 232/2023: verso la compliance delle strutture sanitarie
La riforma Gelli-Bianco rappresenta, almeno sulla carta, la più significativa revisione della responsabilità sanitaria degli ultimi anni. Con il recentissimo D.lgs. 232/2023, il legislatore ha chiarito alcuni punti rimasti in ombra, confermando un obbligo che va ben oltre la corretta esecuzione della prestazione sanitaria. La legge impone infatti l’istituzione di un sistema di compliance aziendale capace di prevenire il rischio clinico e di gestire i sinistri di malpractice in modo strutturato, documentato e verificabile.