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Svolta sulla spesa pubblica per i dispositivi medici: incostituzionale lo 0,75%?
Una rivoluzione per la spesa pubblica destinata all’acquisto di dispositivi medici. Potrebbe avere un effetto dirompente l’ordinanza numero 01588/2026 del 28 febbraio 2026 con la quale il Consiglio di Stato, Sezione Terza, ha rinviato alla Corte costituzionale la disciplina dello 0,75% sulle vendite al Servizio sanitario.
Tale provvedimento ha infatti sospeso i giudizi di appello promossi da numerose aziende del settore dei dispositivi medici contro il decreto del ministero della Salute del 29 dicembre 2023 e ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità degli articoli 15, comma 2, lettera h), legge 22 aprile 2021, numero 53, 28, comma 1, dlgs 5 agosto 2022, numero 137, e 24 dlgs 5 agosto 2022, numero 138, per asserita violazione degli articoli 3 e 53 della Costituzione.
- L’impatto prevedibile
- Il fondo per il governo dei dispositivi medici
- La qualificazione tributaria del contributo
- Il principio di capacità contributiva e il test di ragionevolezza
- Il sistema tariffario parallelo e l’irrazionalità del cumulo impositivo
- L’irrazionalità strutturale: produttori, venditori al privato e contratti di godimento
- Il profilo transfrontaliero: possibili distorsioni concorrenziali