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TERZO SETTORE e CO-PROGETTAZIONE senza limiti di spesa
La regione Abruzzo pubblicava una manifestazione d’interesse per Enti del Terzo Settore (ETS), allo scopo di procedere alla co-progettazione di servizi finanziata dal “Fondo d’inclusione per persone sorde”.
All’esito della selezione la stazione appaltante individuava il progetto migliore, ammettendolo alla fase successiva, ma detta decisione veniva impugnata da altro concorrente secondo cui – tra i vari motivi di ricorso – non poteva essere scelto un progetto che prevedesse un investimento superiore al massimo finanziabile dalla regione.
Il TAR ha respinto il ricorso in forza di una motivazione che merita condivisione.
Sostiene infatti il giudice che “La logica collaborativa sottesa alla co-progettazione degli interventi del welfare locale si discosta sensibilmente dalla logica competitiva che caratterizza gli appalti di servizi”, non essendo “incentrata sul risparmio di spesa ma sulla valutazione multidimensionale delle capacità che l’ETS mette in campo”.
Da tali considerazioni ne discende che, a differenza di una gara d’appalto - in cui la base d’asta rappresenta per la P.A. la spesa massima non superabile - nelle co-progettazioni del Terzo settore l’importo del finanziamento è la soglia minima “sotto la quale il progetto non merita neppure di essere preso in considerazione”, mentre non vi è alcun tetto per il finanziamento privato.
Anche perché la valutazione (punteggio) dell’Amministrazione al progetto del privato non dipende dall’importo da questi offerto, ma dalle “specifiche competenze ed esperienze” degli ETS che presentano i progetti.
In altri termini le risorse pubbliche costituiscono non la base di confronto fra i concorrenti, ma il sostegno economico al progetto pubblico-privato, in un’ottica di sinergia e d’integrazione. per la realizzazione del risultato migliore.
Per questo risulta del tutto errato applicare logiche concorrenziali e principi desunti dal Codice appalti, in quanto la co-progettazione ex art. 55 D.Lgs.n. 117/2017 costituisce un modello di amministrazione condivisa che persegue un obiettivo sociale, senza alcuna logica di contrapposizione ma, al contrario, con la massima collaborazione fra il pubblico ed il privato.