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Contributo 0,75% dispositivi medici: il Consiglio di Stato rinvia alla Corte Costituzionale il DM Salute 29/12/2024
Gli avvocati Silvia e Andrea Stefanelli sono nel pool dei legali che hanno 'convinto' il Consiglio di Stato a rinviare alla Corte Costituzionale la normativa che impone l'obbligo ogni anno di versare al Ministero dello Salute un contributo, pari allo 0,75% del fatturato delle aziende fornitrici del SSN, per il sostentamento del "Governo dei Dispositivi Medici".
Con Decreto 29/12/2024 il Ministero della Salute aveva infatti previsto, a carico di tutte le aziende venditrici di D.M e D.V.R. (diagnostici in vitro), la necessità di versare un contributo fisso sul loro fatturato annuo, ma solo in capo a quegli operatori economici che fornivano il Servizio Sanitario Nazionale e non, anche, i convenzionati e/o i privati (!!).
Molteplici le criticità sollevate, che tuttavia il TAR Lazio respingeva costringendo alcune società a proporre appello ed ora il Consiglio di Stato, che aveva scelto di discutere solo una decina di appelli-pilota (fra cui quello patrocinato dallo Studio Stefanelli&Stefanelli), ha ritenuto fondate le doglianze di rilievo costituzionale mosse dagli appellanti, decidendo di chiamare in causa il Giudice delle Leggi affinché si esprima al riguardo.
L'Ordinanza non dispone l'immediata sospensione del D.M. Salute 29/12/2024 i cui effetti tuttavia, qualora dovesse esser dichiarato incostituzionale, saranno annullati con effecacia retroattiva.
Attendiamo quindi con ansia la fissazione dell'udienza di discussione avanti la Corte Costituzionale, per decidere sul futuro di una norma che incide pesantemente - e per il prossimo futuro - sul comparto sanitario dei D.M e degli D.V.R..