Adriano Colomban

Aree Legali

L’avv. Adriano Colomban collabora con lo Studio Legale Stefanelli&Stefanelli principalmente in materia di diritto delle imprese e del lavoro, appalti pubblici, gestione e recupero del credito.

Per quanto riguarda gli appalti pubblici, si occupa della fase preliminare di partecipazione alle procedure concorsuali d'appalto, della successiva fase d'esecuzione del contratto, nonché dell’eventuale fase di contenzioso giudiziale ed arbitrale, con patrocinio legale in tutto il territorio nazionale. Gestisce inoltre gli aspetti civili, giuslavoristici e amministrativi correlati all'attività dell'imprenditore.

Ha frequentato la Scuola di Alta Formazione in Diritto del lavoro, Sindacale e della Previdenza Sociale dell’AGI (Associazione Giuslavoristi Italiani), la Scuola C.S.I.M.A. Centro Studi Indirizzo Magistratura Avvocatura in Bologna. In ambito post-universitario ha conseguito presso l'Alma Mater Studiorum dell'Università di Bologna un Master Internazionale di Studi sulla Filantropia e l’imprenditorialità Socialmente Responsabile e ha partecipato al Corso di Alta Formazione Tributaria tenuto dalla stessa.

È autore di articoli e approfondimenti giuridici in riviste di settore, e partecipa come docente a seminari e master, principalmente in materia di appalti, legislazione anticorruzione e gestione del credito.

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IA nelle offerte tecniche: trasparenza necessaria, ma attenzione agli effetti distorsivi

L’aggiornamento dei Bandi Tipo ANAC introduce nelle gare pubbliche un obbligo dichiarativo sull’uso dell’intelligenza artificiale nella predisposizione dell’offerta e nella fase esecutiva.
La dichiarazione, però, deve restare uno strumento di trasparenza, senza trasformarsi in criterio occulto di valutazione o in fattore premiale/penalizzante.

04/06/2026

Il requisito "minimo" che non esclude: quando la clausola vive nel capitolato ma non nel bando

Quando un requisito qualificato come “minimo” è collocato nel solo capitolato e non richiamato dal bando-disciplinare, non necessariamente può fondare l'esclusione dell'offerta che ne è priva. È decisiva la collocazione sistematica della clausola nei documenti di gara e il soggetto cui è rivolta, non il nomen “requisito minimo”.

T.A.R. Puglia-Lecce, Sez. II, 8/04/2026, nr. 552