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LA FATTURAZIONE ELETTRONICA ARRIVERÀ ANCHE NEGLI STUDI MEDICI E ODONTOIATRICI: 5 punti cardine per il professionista e il paziente

Giorgia Verlato-
26 set 2018
sanità- Nuove Tecnologie-

“Con la fatturazione elettronica come faremo a gestire i pazienti più anziani o chi non è abituato agli strumenti informatici?” e ancora “Quanto tempo dovrò perdere per tutto l’iter burocratrico di emissione della fattura?”.

Queste sono le domande che i nostri clienti ci stanno sottoponendo da quando la Legge di Bilancio 2018 ha reso obbligatoria, a partire dal 1 gennaio 2019, la fatturazione elettronica per l’erogazione di prestazioni di servizi non solo verso i soggetti passivi IVA, ma anche direttamente nei confronti del consumatore finale, nel nostro caso il paziente.

Ecco 5 punti cardine da sapere per non essere impreparati.

  1. COS’È LA FATTURAZIONE ELETTRONICA?

La fatturazione elettronica consiste in una modalità di fatturazione completamente dematerializzata, dove il documento fiscale è costituito da un file XML caratterizzato, oltre che dalle informazioni previste ex lege (si veda art. 21, DPR n. 633/1972), anche da una serie di ulteriori elementi che l’emittente potrà inserire a sua discrezione per meglio controllare il ciclo attivo e passivo del pagamento.

  1. COME SI EMETTERÀ FATTURA?

L’emissione della fattura si otterrà avvalendosi deglistrumenti resi gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate quali un software per la predisposizione della fattura, una procedura web e una app per la generazione e la trasmissione del documento o, ancora, attraverso l’acquisto di un software privato. Successivamente, il file - attraverso i servizi summenzionati - dovrà essere inviato al Sistema di Interscambio, un servizio gestito dall’Agenzia dell’Entrate che, previa verifica formale, provvederà a inoltrarla al destinatario.

  1. COME SI INVIERÀ AL DESTINATARIO - PAZIENTE?

Attraverso l’utilizzo di uno degli strumenti scelti, di cui al punto 2, la consegna al destinatario-paziente sarà possibile indicando il riferimento di recapito di quest’ultimo.

  1. MA QUALI SARANNO I RECAPITI DEL PAZIENTE?

I recapiti del paziente potranno corrispondere a un:

  • Codice destinatario (codice che la persona fisica ha ottenuto mediante indicazione e accreditamento all’Agenzia dell’Entrate);
  • Indirizzo Pec del destinatario;
  • Codice convenzionale a 7 zeri accompagnato dalle informazioni sul codice fiscale o partiva iva del paziente ai fini della consegna. In questo caso, l’emittente dovrà solo compilare l’apposita voce destinatario con il suddetto codice convenzionale, lasciare vuoto lo spazio dedicato all’indirizzo di posta elettronica certificata e riempire lo spazio dedicato al codice fiscale o alla partita iva. Il destinatario della fattura troverà il suo documento nell’apposito “cassetto fiscale” messo a disposizione dall’Agenzia dell’Entrate.
  1. MA QUINDI IL PAZIENTE NON AVRÀ MAI LA POSSIBILITÀ DI AVERE UN CARTACEO DELLA PROPRIA FATTURA?

La normativa impone l’obbligo di generare, inviare e conservare la fattura in modo digitale e secondo le procedure telematiche, ma non vieta la facoltà di consegnare al paziente una copia analogica di quanto conservato a livello informatico.

Chiari questi elementi, sarà più facile decidere come gestire questo nuovo obbligo.

Anzitutto, il paziente, sia esso anziano o semplicemente estraneo al “mondo” informatico, con il nuovo sistema di fatturazione potrà avere sempre la possibilità di verificare nella propria area riservata dell’Agenzia delle Entrate la fattura on-line e, al contempo, di averne - su richiesta al professionista - una stampa cartacea, non incorrendo così in alcuna difficoltà ad accedere e visionare il proprio documento fiscale.

Invece, per quanto concerne il tempo che impiegherà il professionista ad attivare e completare il ciclo di fatturazione, si può affermare che il nuovo iter digitale porterà sicuramente a una ottimizzazione dei tempi nella formazione ed emissione del documento fiscale. Infatti, una volta scelto lo strumento informatico (si veda il punto 2) l’intera procedura avverrà in modo pressoché automatizzato, eliminando le varie adempienze burocratiche (come, ad esempio, la trascrizione dei dati a livello manuale) che fino ad oggi hanno caratterizzato la produzione e la conservazione cartacea della fatturazione.

Infine, si noti che il sistema digitale, così come predisposto, permetterà la tracciabilità di ogni fase del ciclo di fatturazione (dalla generazione, alla consegna e all’archiviazione della fattura) .

Ciò significa che grazie alle “impronte digitali”, tipiche delle azioni informatiche, e ai rigidi protocolli previsti dal sistema, si velocizzeranno e attenueranno anche tutte le spiacevoli problematiche legate alla necessità di verificare l’avvenuta presa in carico o l’effettivo pagamento della fattura da parte del paziente, attività di controllo queste non sempre agevoli, facili (e felici).

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Giorgia Verlato-
26 set 2018

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Queste sono le domande che i nostri clienti ci stanno sottoponendo da quando la Legge di Bilancio 2018 ha reso obbligatoria, a partire dal 1 gennaio 2019, la fatturazione elettronica per l’erogazione di prestazioni di servizi non solo verso i soggetti passivi IVA, ma anche direttamente nei confronti del consumatore finale, nel nostro caso il paziente.

Ecco 5 punti cardine da sapere per non essere impreparati.

  1. COS’È LA FATTURAZIONE ELETTRONICA?

La fatturazione elettronica consiste in una modalità di fatturazione completamente dematerializzata, dove il documento fiscale è costituito da un file XML caratterizzato, oltre che dalle informazioni previste ex lege (si veda art. 21, DPR n. 633/1972), anche da una serie di ulteriori elementi che l’emittente potrà inserire a sua discrezione per meglio controllare il ciclo attivo e passivo del pagamento.

  1. COME SI EMETTERÀ FATTURA?

L’emissione della fattura si otterrà avvalendosi deglistrumenti resi gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate quali un software per la predisposizione della fattura, una procedura web e una app per la generazione e la trasmissione del documento o, ancora, attraverso l’acquisto di un software privato. Successivamente, il file - attraverso i servizi summenzionati - dovrà essere inviato al Sistema di Interscambio, un servizio gestito dall’Agenzia dell’Entrate che, previa verifica formale, provvederà a inoltrarla al destinatario.

  1. COME SI INVIERÀ AL DESTINATARIO - PAZIENTE?

Attraverso l’utilizzo di uno degli strumenti scelti, di cui al punto 2, la consegna al destinatario-paziente sarà possibile indicando il riferimento di recapito di quest’ultimo.

  1. MA QUALI SARANNO I RECAPITI DEL PAZIENTE?

I recapiti del paziente potranno corrispondere a un:

  • Codice destinatario (codice che la persona fisica ha ottenuto mediante indicazione e accreditamento all’Agenzia dell’Entrate);
  • Indirizzo Pec del destinatario;
  • Codice convenzionale a 7 zeri accompagnato dalle informazioni sul codice fiscale o partiva iva del paziente ai fini della consegna. In questo caso, l’emittente dovrà solo compilare l’apposita voce destinatario con il suddetto codice convenzionale, lasciare vuoto lo spazio dedicato all’indirizzo di posta elettronica certificata e riempire lo spazio dedicato al codice fiscale o alla partita iva. Il destinatario della fattura troverà il suo documento nell’apposito “cassetto fiscale” messo a disposizione dall’Agenzia dell’Entrate.
  1. MA QUINDI IL PAZIENTE NON AVRÀ MAI LA POSSIBILITÀ DI AVERE UN CARTACEO DELLA PROPRIA FATTURA?

La normativa impone l’obbligo di generare, inviare e conservare la fattura in modo digitale e secondo le procedure telematiche, ma non vieta la facoltà di consegnare al paziente una copia analogica di quanto conservato a livello informatico.

Chiari questi elementi, sarà più facile decidere come gestire questo nuovo obbligo.

Anzitutto, il paziente, sia esso anziano o semplicemente estraneo al “mondo” informatico, con il nuovo sistema di fatturazione potrà avere sempre la possibilità di verificare nella propria area riservata dell’Agenzia delle Entrate la fattura on-line e, al contempo, di averne - su richiesta al professionista - una stampa cartacea, non incorrendo così in alcuna difficoltà ad accedere e visionare il proprio documento fiscale.

Invece, per quanto concerne il tempo che impiegherà il professionista ad attivare e completare il ciclo di fatturazione, si può affermare che il nuovo iter digitale porterà sicuramente a una ottimizzazione dei tempi nella formazione ed emissione del documento fiscale. Infatti, una volta scelto lo strumento informatico (si veda il punto 2) l’intera procedura avverrà in modo pressoché automatizzato, eliminando le varie adempienze burocratiche (come, ad esempio, la trascrizione dei dati a livello manuale) che fino ad oggi hanno caratterizzato la produzione e la conservazione cartacea della fatturazione.

Infine, si noti che il sistema digitale, così come predisposto, permetterà la tracciabilità di ogni fase del ciclo di fatturazione (dalla generazione, alla consegna e all’archiviazione della fattura) .

Ciò significa che grazie alle “impronte digitali”, tipiche delle azioni informatiche, e ai rigidi protocolli previsti dal sistema, si velocizzeranno e attenueranno anche tutte le spiacevoli problematiche legate alla necessità di verificare l’avvenuta presa in carico o l’effettivo pagamento della fattura da parte del paziente, attività di controllo queste non sempre agevoli, facili (e felici).