Quando il sanitario sbaglia (e quando no)
Questo articolo è il secondo contributo della nostra rubrica “Riforma Gelli-Bianco: guida operativa per la compliance delle strutture sanitarie” ed è rivolto a tutti i professionisti sanitari che intendono comprendere quando, secondo la normativa civilistica, possono essere chiamati a rispondere dei danni cagionati al paziente. L’obiettivo è chiarire quando la prestazione sanitaria, pur avendo prodotto un esito negativo, non integra una responsabilità risarcitoria e quando, invece, espone il professionista a una condanna al risarcimento. La distinzione è tutt’altro che teorica, poiché incide direttamente sul modo in cui il sanitario deve organizzare, documentare e giustificare la propria attività.