Federica Pucarelli

Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza presso l’Alma Mater di Bologna, l'avvocato Federica Pucarelli ha conseguito il “Master di Specializzazione di I livello in Trattamento dati personali e Privacy Officer” presso il Cirsfid – Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna che le ha consentito di maturare conoscenze specialistiche in materia di compliance alla normativa di protezione dei dati personali.

Fin dal suo ingresso nello Studio Legale Stefanelli & Stefanelli, svolge attività di consulenza legale nell’ambito della protezione dei dati personali, in particolare in ambito sanitario e giuslavoristico.
Fornisce assistenza alle aziende per l'implementazione di sistemi di gestione dei dati, per l’analisi by design dei trattamenti dati, mappatura dei processi aziendali, redazione e verifica delle procedure organizzative e svolge anche l’incarico di ufficio privacy esternalizzato.

L'Avvocato Puceralli fa parte del Team Inotre fa parte del team di lavoro del dipartimento ""Risk e compliance 231 in Sanità"

Ultime pubblicazioni

14/04/2026

Introdurre l’intelligenza artificiale nelle imprese è una questione di compliance: la roadmap per una integrazione responsabile

Linee guida per l'implementazione dell'IA nel mondo del lavoro
L’intelligenza artificiale sta entrando nelle imprese con una velocità che spesso supera la capacità delle organizzazioni di governarne davvero l’impatto, inconsapevolmente quindi si introduce l’AI quale strumento di lavoro, ma non si ridisegna il processo, si attiva la funzione AI, ma non si presidiano dati, ruoli, controlli e responsabilità.
Per questo il tema oggi non è soltanto “usare l’AI” ma farlo con metodo.
Le “Linee guida per l'implementazione dell'IA nel mondo del lavoro” elaborate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali forniscono una prima road map operativa.

10/04/2026

Diritto di accesso al bivio: abuso del diritto e nuove frontiere risarcitorie nella sentenza brillen rottler della corte di giustizia europea

La sentenza Brillen Rottler (C-526/24) della Corte di Giustizia UE ridefinisce i confini del diritto di accesso ex art. 15 del Regolamento (UE) 2016/679, introducendo in modo esplicito la categoria dell’abuso. Anche una prima istanza può essere considerata “eccessiva” se strumentale, purché ricorrano elementi oggettivi e soggettivi rigorosamente provati dal titolare.

Corte di Giustizia dell'Unione Europea, 19/03/2026  causa C-526/24